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Prologo

Una mano bianca su una pergamena, una goccia d'inchiostro che cade, una vecchia storia che lentamente rifiorisce...
Un seme nell'oscurità, due fili che si intrecciano, la ruota del Fato che ricomincia a girare…
In un preciso momento della Storia di Ekros, lo Scorrere del Tempo fu diviso in due, tagliato a metà da una lama sottile e letale, due metà apparentemente destinate a non incontrarsi mai.
Passò molto tempo prima che quelle due metà fossero riunite, e non senza sacrificio.
In quello spazio sottile era nato un mostro, immenso e infido. L'ordine dei Cavalieri e le Menti Illuminate combatterono con valore e lavorarono alacremente per fermarlo, e solo con l'ausilio dei Sognanti tutti il mostro venne infine sconfitto, permettendo la guarigione del Tempo stesso e il riunificarsi delle sue due metà. Ma questa è una battaglia di cui nessuno ha memoria, nessuno, a parte coloro che si fanno chiamare Sognanti nella cui mente l'orrore ha lasciato le sue impronte, ricordi vaghi e sbiaditi di un buio senza fine.
Quel mostro, noto come Nulla, era stato dimenticato, aveva finito per divorare se stesso e la sua storia si era persa nel mito. 
Ciò che è certo e documentato è invece l’ascesa di Kel Al Rand a unico Dio Imperatore. In seguito alla sventata apocalisse, segretamente predisposta ed architettata da lui stesso per rubare i poteri da tutti gli Dei, il mutaforma riuscì nel suo intento di prendere il trono. Le conseguenze di una simile catastrofe non tardarono a farsi sentire e le forze che permeavano Ekros iniziarono pian piano a venire meno: le grandi manifestazioni di potere sacro, marziale, arcano, magico o psionico erano ormai il ricordo di un passato glorioso in cui attingere al potere era semplice, se non addirittura scontato. La fatica e il tempo richiesti per lanciare un singolo incantesimo erano divenuti estenuanti: i maghi prima di tutti tentarono in qualsiasi modo di trovare nuovi sistemi per utilizzare le loro capacità, inutilmente.
Trovandosi quindi a regnare su di una terra morente, il dio Imperatore abdicò in favore di una fanciulla dalle misteriose origini. Sconosciuta ai più fino ad allora, le cui fattezze sono tutt'ora leggenda, ella assunse il titolo di Imperatrice ristabilendo così la presenza ed il culto degli Dei Primievi. Durante i primi anni del regno l’Imperatrice apportò enormi modifiche alla società di Ekros: le istituzioni millenarie delle gilde furono delegittimate e private delle loro funzioni. La popolazione tutta le riteneva direttamente responsabili dell’indebolimento di Ekros stessa, vennero così ridotte a luoghi di insegnamento, spesso autonome nelle loro singole specializzazioni, sparpagliate e isolate per le terre Ekrossiane, alcune vennero perfino dimenticate, altre finsero di scomparire.
L’imperatrice chiamò quindi al suo cospetto cinque persone degne affinché fondassero delle nuove gilde con lo scopo di amministrare ogni aspetto della società di Ekros e combattere il declino. Ed è qui che la storia ricomincia.
Un seme nell’oscurità, due fili che si intrecciano, la ruota del Fato che ricomincia a girare...